Feste senza foie-gras

Promiseland -

In dicembre le iniziative per dissuadere le persone dal consumo di foie gras si intensificano in Francia. (Io? Foie gras? Ma sei matto?) In questo mese ho avuto occasione di partecipare a due incontri promossi  per sensibilizzare il più gran numero di persone possibile riguardo a questa “tradizione”. La mia partecipazione deriva dal fatto che […]

In dicembre le iniziative per dissuadere le persone dal consumo di foie gras si intensificano in Francia.

(Io? Foie gras? Ma sei matto?)

In questo mese ho avuto occasione di partecipare a due incontri promossi  per sensibilizzare il più gran numero di persone possibile riguardo a questa “tradizione”. La mia partecipazione deriva dal fatto che mi occupo del sito veganwiz.fr, che nei pochi mesi passati dalla sua pubblicazione é diventato sempre più importante nel panorama Vegan francofono. Questo, unito alla coerenza del network Veganblog-Promiseland e alla qualità delle ricette che presento, ha fatto sì che sempre più spesso io sia contattata per dare sostegno culinario in queste manifestazioni. Cosa che faccio, ovviamente, con grande piacere e che mi ha permesso di entrare in contatto con molti altri veg.
La prima si é svolta presso un circolo associativo del dodicesimo arrondissement: la Commune de Aligre, si trattava di un atelier dimostrativo sulla preparazione di diverse pietanze da poter portare in tavola serenamente durante le feste.
Questa era un’iniziativa dell’Association Végétarienne de France e io ho partecipato come “free lance”, soprattutto per dare un piccolo aiuto. La Commune é uno spazio molto bello e ben organizzato, con una cucina professionale molto comoda e pulita. Ecco qui alcuni dei volontari partecipanti mentre si danno da fare ai fornelli:

Il tema era: “Mangez, buvez, gavez” (Mangiate, bevete, ingozzate), titolo inquietante ed esplicito! Il programma prevedeva, alla fine della degustazione, anche la visione di un documentario al riguardo, io ho saltato il turno per evitare l’ennesima drammatica visione, se siete interessati alle tecniche e volete sincerarvi di come vengono effettuate vi sarà sufficiente fare una ricerca su Youtube con le parole “gavage des oies”.
Visto che tutti erano impegnati in cucina io avevo scelto di preparare delle creme spalmabili che non necessitassero di cottura e potessero suggerire un’alternativa al terribile foie gras. Nella mia “vita precedente” ho avuto svariate occasioni di mangiare foie gras. Di vari tipi… é vero che ci sono delle differenze sostanziali organolettiche tra i più “pregiati” e quelli meno “pregiati, ma per esperienza personale (e all’epoca mi piaceva molto) posso dire che quando si “scopre” (o si prende coscienza) di cosa comporta questa produzione non é possibile continuare a mangiarne e trovarlo “buono”. E’ svilente per l’essere umano continuare questa pratica aberrante, non solo per oche e anatre, ma anche per chi ci lavora e ripete automaticamente quei gesti crudeli senza nessuna emozione. Comprando foie gras non solo si contribuisce alle sofferenze degli animali negli allevamenti ma anche all’abbruttimento degli operatori del settore.
Per una serie di motivi che sarebbe troppo lungo spiegare l’affluenza non é stata molto importante, ma la serata é stata molto soddisfacente ugualmente, le persone intervenute sono rimaste favorevolmente impressionate dalle pietanze e tutto sommato, visto che non eravamo in molti, abbiamo avuto anche più tempo per scambiare idee e parlare serenamente con tutti.
Pizza pie ha preparato tre creme molto proteiche e saporite da aperitivo, una a base di olive nere, il tofu al miso é una ricetta di cucina Shojin Ryori, considerata un piatto nei templi buddisti, e l’altra é ormai un grande classico:

Fra i volontari venuti a dare manforte c’era anche Ôna che ha preparato un hummus eccezionale e in quantità industriale:

Ecco una foto del buffet: non ci stava tutto nell’inquadratura, ma non ci sono stati avanzi! Barchette di indivia con tartara di alghe, ciambella di melanzane con purea di zucca, germogli, crudités, condimenti, pâté di lenticchie speziato… sono solo alcune delle pietanze preparate.

Insomma, i presenti hanno fatto onore e non ci sono stati resti. Ecco un esempio di piatto che si era preparato un partecipante:

L’11 dicembre invece l’iniziativa anti-foie gras si é svolta in una piazza molto frequentata in questo periodo, Place d’Italie (potevo mancare? Certo che no!), lo stand era stato montato un sabato pomeriggio proprio all’ingresso di un enorme centro commerciale, luogo di grande passaggio, nella stessa zona della piazza c’erano anche i famosi mercatini nelle casette di legno che “fanno” tanto Natale. Quindi il passaggio era assicurato, il freddo pure: ci siamo gelati viste le temperature sotto zero, ma la soddisfazione e la partecipazione ne valevano la pena.

In questa occasione lo stand era tenuto da ben tre associazioni contemporaneamente: AVF, Cleda, L214, ognuna delle quali presentava i suoi volantini e aveva i suoi rappresentanti disponibili a dare spiegazioni ai passanti. Anche qui ho partecipato con una preparazione: un falso salame vero vegano fatto in casa:

Altri volontari avevano portato delle creme sempre home-made ai funghi e ai ceci. L’associazione L214 vendeva anche un preparato faux-gras (gioco di parole che significa falso-grasso) che é andato a ruba. In queste occasioni sono molti i non-veg che si fermano (sono loro il nostro target!) ed il bello delle iniziative “en plein air” é anche che permette di incontrare molti veg che si avvicinano a scambiare qualche opinione: un balsamo per il morale.


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8 commenti su “Feste senza foie-gras”

  • Si, questa del foie-gras
    è veramente una pratica insopportabile e indegna…
    🙁

  • Barbara Primo

    dice:

    Indegna é la parola giusta. Sono felice di non contribuire più a questo tipo di allevamento e allo stesso tempo triste perché vorrei che le persone cambiassero idea sempre più numerose e velocemente… Pazienterò e continuerò a sostenere queste iniziative positive!

  • Ale

    dice:

    bel servizio Barbara! io non l’ho mai assaggiato, neanche nella mia vita precedente, come la definisci tu, per motivi più che ovvi, ma anche perchè pensare di mangiare un fegato malato mi faceva comunque inorridire!!!!
    ho trovato questo sito dove poter firmare la petizione: http://www.stopgavage.com/it/index.php
    conosci già?

    • Barbara Primo

      dice:

      Non farmici pensare… buerk! 🙁
      Il sito che citi tu é all’interno del sito dell’associazione L214 della quale ho messo il link, sono sempre loro… hai fatto bene a citare la petizione, ne aveva parlato anche Lisa tempo fa…

  • Nadir

    dice:

    L’ho assaggiato forse una volta e non mi piacque, troppo grasso per i miei gusti; poi ho scoperto come viene ottenuto … anche da onnivora non era presente sul mio desco. Ora men che mai.

    • Barbara Primo

      dice:

      Ottima scelta Nadir! Io sono rea confessa… da onnivora non lo compravo assolutamente, ma spesso mi é successo di essere invitata e di mangiarlo. Ci é successo anche spesso che ce ne regalassero e lo davamo ai parenti in Italia… Come ho scritto all’epoca mi piaceva, ma mangiavo anche altra carne… E’ vero che é molto più impressionante la tecnica usata in questo caso, ma ragionandoci a mente fredda anche gli altri tipi di allevamenti intensivi non sono da meno in quanto a sofferenza! Condannabili entrambi!

  • Akentos

    dice:

    Fortunatamente non l’ho mai mangiato, mi ricordava gli omogeneizzati.
    Barbara questo articolo è molto bello, specialmente questa parte:” E’ svilente per l’essere umano continuare questa pratica aberrante, non solo per oche e anatre, ma anche per chi ci lavora e ripete automaticamente quei gesti crudeli senza nessuna emozione. Comprando foie gras non solo si contribuisce alle sofferenze degli animali negli allevamenti ma anche all’abbruttimento degli operatori del settore”
    Spero tu voglia continuare a condividere le tue esperienze con noi 🙂

    • Barbara Primo

      dice:

      Grazie Akentos: ho sempre pensato agli operatori del settore alimentare che hanno a che fare con queste pratiche in catena di montaggio e non con un profondo senso di pena. Anche se é vero che quelli che hanno la peggio sono gli animali e che l’essere umano una pur minima possibilità di scelta ce l’ha sempre trovo questi lavori veramente avvilenti… 🙁

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