Continua il nostro viaggio nel VeganFest di Bologna nei padiglioni di VeganOK, l’evento vegan più grande d’Europa, e lo facciamo attraverso la conferenza tenuta dal dottor Giorgio Fabbro, biologo nutrizionista e vegan coach, membro del comitato scientifico dell’Associazione Vegani Italiani Onlus-AssoVegan, salito sul palco con l’atleta vegan di arti marziali, Alberto Leonardi, a sua volta membro del comitato etico dell’Associazione Vegani Italiani.
Intervistati da Renata Balducci, presidente di AssoVegan, i due relatori hanno fatto luce sul rapporto tra alimentazione e attività sportiva, come ampiamente documenta il servizio di Francesca Ricci, direttore di VeganOK TgNews.
Fabbro ha raccontato la sua scelta di vita come partita da una sfida. “La cosa migliore da farsi, mi ero detto, era provare, sperimentare. Poi mi sono reso conto che l’esperimento funzionava, come si usa dire, alla grande! Ho continuato a fare palestra, pesistica, senza problemi! Poi c’è l’altro aspetto: con questa scelta, noi scegliamo tra la vita e la morte. Decidiamo di non alimentarci uccidendo animali. Ditemi se questo è “poco”! Ciascuno di noi, può salvare la vita ad almeno 1.400 animali”.
Il dr. Fabbro ha precisato che il piano alimentare può essere calibrato a seconda delle esigenze personali, sia che si tratti di una gestante così come di uno sportivo o di un adolescente.
Uno dei problemi che riguarda il passaggio da un tipo di alimentazione all’altra è la proteinofobia. “Prendo come esempio un spot e parafrasando dico che le proteine sono tutte in mezzo a noi. Non preoccupiamoci, stiamo sereni. Le proteine – prosegue Fabbro – sono i nostri mattoncini, costruiscono una catena ma accanto ci sono gli anelli, ovvero gli aminoacidi. Gli aminoacidi essenziali, ad esempio, li prendiamo dall’esterno, ma attenzione, ci sono quelli limitanti, non vanno presi in grande quantità. Il corpo potrebbe trovarsi in difficoltà, tuttavia la natura ha fatto sì che senza ricorrere a preparati, bensì mangiando cereali e legumi, scatti un meccanismo di complementazione, cereali e legumi si compensano a vicenda per dare i valori di aminoacidi che sono benefici per il nostro organismo”.
Ma cosa è corretto mangiare? Sempre pasti completi, cereali e legumi a pranzo e cena? “Non serve averli in contemporanea nel nostro piatto – spiega bene Fabbro – c’è sempre un pool aminoacidico al lavoro, che usa le riserve per mantenerci in equilibrio. L’importante è informarsi o affidarsi ad un professionista. L’offerta è in ogni caso così vasta che c’è l’imbarazzo della scelta grazie alla certificazione dei cibi sia grazie all’importazione di pseudolegumi come la quinoa. Poi aggiungiamo il grano saraceno, l’amaranto, la soia e i suoi derivati, i derivati della canapa, molto impiegati in ambito sportivo, con un alto indice proteico”.
In sintesi, una alimentazione naturale, eventualmente con l’aiuto di integratori caso per caso, oggi è non solo possibile ma auspicabile e risponde a tutte le diverse esigenze di vita, senza acidificare ma anzi alcalinizzare il corpo.
Complementare l’approccio di Alberto Leonardi, maestro e atleta di arti marziali, da quattro anni vegano dopo 20 anni di dieta vegetariana.
“Sono diventato vegano dopo aver conosciuto il prof. T. Colin Campbell – spiega alla platea del VeganFest -. Di più: ho provato sulla mia pelle che non sono necessarie tutte le proteine che ci dicono indispensabili. A 38 anni ho vinto un campionato mondiale, alimentandomi a frutta. Nulla quindi di proteico. D’altra parte gli aminoacidi li troviamo sia nella frutta che nella verdura. Il nostro corpo è un trasformatore, basta nutrirsi meglio. Quando ero vegetariano e assumevo proteine animali, non riuscivo a fare massa muscolare. Da quando sono vegano, ho potenziato la massa muscolare. Il segreto dunque c’è ed è alla portata di tutti”.
“Anche la frutta secca è fondamentale, anche se demonizzata dalla dietologia classica, è fonte energetica nobile”, ha aggiunto il dr. Fabbro. Nessun problema per l’assunzione del ferro, è nei legumi, nel germe di grano, insomma, la natura lo ha messo a disposizione sotto tante forme. Il ferro di natura vegetale ha inoltre un tempo di assorbimento più lento, e per veicolarlo non c’è nulla di meglio che del succo di limone fresco.
“Il limone è un “facilitatore”, un veicolatore che possiamo introdurre sempre nei cibi, dalle verdure alla pasta – ha ricordato la presidente di AssoVegan, Renata Balducci – La mattina è uno starter fenomenale”, come ha poi confermato il dr. Fabbro: “Acqua, limone, zenzero e aloe: il massimo!”.
Attenti però ai cibi che possono inibire l’assorbimento del ferro, anche se la loro corretta preparazione aiuta a non disperdere il prezioso elemento. “Lo stesso vale anche per il calcio – spiega Fabbro – Abbiamo la possibilità di nutrirci con alimenti che ne disperdono meno e che ci consentono anche di conseguenza di ingerirne il giusto. Per il resto, tutto il calcio che vogliamo lo troviamo la domenica in tv”, ha esclamato Fabbro per ironizzare sulla fobia che ruota attorno a questo elemento. “Le fonti vegetali affidabili di calcio ci sono: dalle mandorle alla crema di sesamo, le verdure a foglia verde, i pinoli, i semi di zucca…. Sono fonti infinite! La biodisponibilità è il concetto da prendere come punto di riferimento”.
Un esempio? “Solo 24 mandorle contengono le proteine di una bistecca”, ha ricordato Leonardi.
In altre parole, una alimentazione a base vegetale porta ad un rischio ridotto di non introdurre calcio attraverso la propria dieta.
“Il vegano, alla fine – interviene Balducci – è quello che si controlla di più: vogliamo controllare il nostro ph? Basta prendere delle cartine di tornasole. E’ una buona e sana prassi”.
Altro capitolo obbligatorio quando si parla di alimentazione, è la vitamina B12, un enzima che serve per la duplicazione del dna, dell’rna, dei globuli rossi, e dei rivestimenti della guaina mielinica.
Il consiglio del dr. Fabbro: “Tenersi monitorati ed eventualmente integrare perché la B12 che è di origine batterica, può essere compromessa dai sistemi di produzione degli alimenti”.
Ci si deve quindi tenere controlati e integrare dove necessario, anche con prodotti “fortificati”, oppure con integrazioni temporali.
Come per la vitamina B12, anche la presenza della vitamina D può essere compromessa.
“L’esposizione al sole ci ricarica naturalmente di vitamina D – hanno ricordato i due relatori – ma la filtrazione dei raggi solari non è più ottimale, naturale. Si è rotto un equilibrio e così siamo costretti in modo sintetico a introdurre degli integratori. Ve ne sono anche di origine vegetale, grazie alla tecnologia”.
Capitolo a parte merita anche l’uso di omega 3, di origine animale, dai pesci. “Crediamo che sia la cosa migliore da farsi, pensando si tratti di pesci che vivono in acque limpide, cristalline e prive di inquinamento! Le fonti vegetali alternative sono invece più interessanti: pensiamo all’olio di semi di lino, i derivati della canapa, le noci…”.
In fin dei conti, basta solo voltarsi indietro e ripensare alle nostre comunità quando la carne si vedeva sulla tavola forse ogni due settimane, per non parlare del pesce: riso, legumi, cereali… frutta, frutta secca… Non sono passati millenni, accadeva qualche decennio fa. Poi il benessere è stato associato al consumo di proteine animali, sono arrivati gli allevamenti intensivi e il resto è storia di oggi.
“Per chi fa sport, suggerisco un piano nutrizionale mirato per obiettivi, valutando la presenza di fibre, perché aumenta il senso di sazietà, che aiuta a perdere peso ma, nel contempo, dosandola se si deve invece non perderne – continua Fabbro – Fondamentale è avere fonti affidabili che sono, lo ricordiamo, cereali, legumi, frutta secca, frutta, verdura, semi oleaginosi, derivati della canapa, alga spirulina, bacche di gogji...
“La realtà – ha spiegato la presidente di AssoVegan – è che i vegani fanno particolarmente attenzione all’origine degli alimenti, a ciò che mangiano, hanno più coscienza dei problemi a differenza degli onnivori. E nonostante gli acciacchi, le malattie, i vegani hanno maggiore capacità di ripresa”.
E gli esempi sono sul palco: Fabbro, di recente sottoposto ad un trapianto di fegato, in pochi mesi di nuovo perfettamente al lavoro,”perché i vegani non hanno alcun tipo di carenza”. E lo stesso Leonardi, altro esempio di “miracolo” vegano.
Leonardi, mental coach e olistic coach, il 22 dicembre dello scorso anno, ha subito un incidente facendo un salto acrobatico, cadendo di testa, procurandosi una frattura alle vertebre c5 e c6. Immobilizzato, con il rischio di una paraplegia, , ha superato l’intervento con successo e nel giro di tre mesi, aveva già ripreso l’attività fisica.
“Ha contato di sicuro l’alimentazione ma anche un’altra dimensione, andando per 3-4 ore in “visualizzazione”, in onde alfa del cervello. La nostra testa è molto più forte dei farmaci. Nelle arti marziali il connubio mente-corpo è centrale, e sta diventando patrimonio anche della nostra cultura. Parte razionale e cognitiva stanno andando sempre più insieme verso la visione olistica della vita”.
“Vorrei osservare – ha aggiunto Balducci – che la scelta di entrare nel comitato etico di AssoVegan piuttosto che nel comitato scientifico, è stata avanzata proprio dallo stesso Alberto, ponendo al primo posto la scelta etica, di rispetto degli animali. E questa, per chi fa sport agonistico, è una decisione encomiabile. Leonardi non ha guardato all’alimentazione sotto il profilo scientifico, per l’attività svolta, bensì si è posto da un altro significativo punto di vista. Essere vegani con una pace intorno, ci aiuta ad uscire prima dalle difficoltà“.
“Sì, è un approccio olistico, avevo una palestra – ha chiuso Leonardi -, l’ho poi trasformata in Accademia discipline olistiche. Prima si cercava di vincere, ora si cerca l’equilibrio totale”.
Per informazioni sull’attività di Alberto Leonardi: www.angeloguerriero.it
Per informazioni sull’attività di Giorgio Fabbro: 3402470056

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