Desensibilizzazione ed empatia…

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Desensibilizzazione ed empatia insegnati ai più piccoli La desensibilizzazione alla violenza è ormai diventata una prassi consolidata. Si è forse generata come effetto collaterale e poi i suoi autori ne sono diventati consapevoli, sfruttandola a proprio vantaggio. Basti pensare alle guerre e a ragazzi ventenni che sparano addosso a loro coetanei vedendoli come semplici bersagli. […]

Desensibilizzazione ed empatia insegnati ai più piccoli

La desensibilizzazione alla violenza è ormai diventata una prassi consolidata.
Si è forse generata come effetto collaterale e poi i suoi autori ne sono diventati consapevoli, sfruttandola a proprio vantaggio. Basti pensare alle guerre e a ragazzi ventenni che sparano addosso a loro coetanei vedendoli come semplici bersagli. O ancora agli atenei, che preparano i propri studenti alla carriera di vivisettori invitandoli a corsi in cui si maneggiano animali per cominciare a vederli come oggetti.
Questo accade anche, e ancor più gravemente, coi bambini. Scioccante il cartone animato Piovono polpette: un giovane inventore scopre il meccanismo per far piovere polpette, bistecche ed hamburger dal cielo per soddisfare i palati dei golosi. Qualcuno potrebbe obiettare dicendo che si tratta solo di un cartone animato e che alla fine il giovane inventore viene travolto dalla sua esuberanza. Si può controbattere dicendo che proprio perché si tratta di un cartone animato si dovrebbe fare caso al messaggio educativo che si lancia. Un bimbo davanti al quella pellicola penserà che la polpetta in questione sia un oggetto e non potrà sospettare minimamente della sua provenienza come non sospetterà minimamente della provenienza dell’Happy Meal che i genitori gli concedeono amorevolmente la domenica pomeriggio.
E’ strano perché il mondo dei cartoni animati, allora così come adesso, è anche popolato da storie davvero impegnate su temi animalisti: basti pensare a Dumbo, contro lo sfruttamento degli animali nei circhi, a Bambi, dichiaratamente contro la caccia, o a La Carica dei 101, naturalmente contro le pellicce. E oggi, sulla scorta di quello spirito sono stati creati Galline in Fuga (da un pasticcio al forno), oppure Babe, maialino che lotta contro l’allevamento intensivo e contro la macellazione.
Tutti questi filmati inducono i bambini ad una riflessione, ad entrare e rimanere in empatia con i loro beniamini, gli animali. Tuttavia, è chiaro che il bambino va guidato e questo compito spetta al genitore che non deve svogliatamente, tanto per parcheggiare il figlio davanti alla tv per qualche ora, offrire due alternative al proprio piccolo, magari tra Babe e Piovono polpette, pensando che siano assolutamente intercambiabili. Perché il bimbo penserà che il messaggio che lanciano sia intercambiabile.
Parimenti, questi sono gli stessi genitori che accompagnano i propri figli allo zoo e al circo senza porsi il seppur minimo problema. E’ ormai scientificamente assodato che l’esposizione del bambino alla violenza o al dominio sugli animali è altamente diseducativo. Da una parte si mostra che l’uomo può esercitare la forza sull’animale, dall’altra si desensibilizza il bambino nei confronti di situazioni assolutamente innaturali. In più, vista la grande empatia che provano i bambini nei confronti degli animali, una simile situazione potrebbe influenzare negativamente la propria visione del mondo.
Esiste un progetto internazionale, denominato Link, che si occupa di studiare la correlazione tra violenza sugli animali e violenza sugli uomini: il “link” tra violenza interspecie e violenza intraspecie. Tale progetto esiste anche in Italia ed è diretto da Francesca Sorcinelli, la quale nel libro (Dis)educazione alla violenza (di cui è coautrice insieme a Massimo Tettamanti e Monica Bertini) ben spiega ed esemplifica questo perverso meccanismo. Può essere utile dire  che tutti i killer seriali hanno fatto “palestra” su animali. Chi tortura e uccide un animale ha molta più probabilità di fare lo stesso con un uomo in confronto ad una persona che rispetta gli animali. Chi rispetta la vita rispetta tutti: concetto tanto elementare quanto ostico ai più.
Questo mondo non è così lontano dal mondo in cui, a breve per le festività, molti genitori soddisferanno i capricci dei propri figli regalando loro un cucciolo, magari pagato profumatamente ad un allevatore (perché un cane griffato è sempre meglio), negando le proprie responsabilità nei confronti della propria prole e del povero malcapitato. Genitori che, alla prima pipì sul tappeto o alla prima tenda strappata, riporteranno il cucciolo indietro o lo condanneranno dietro le sbarre di un canile. Questi, i più di cuore. Quelli senza cuore, in prossimità delle vacanze estive, partiranno spensierati per le tanto agognate ferie abbandonando il fedele regalo dove capita.
Come porre rimedio a tutto questo? La soluzione a portata di mano non esiste. Esiste il buon senso e  l’attenzione. E il coraggio e la nobiltà d’animo di coltivare l’empatia a costo di essere presi come eccessivamente sensibili e sdolcinati. Stanno fortunatamente spopolando i dizionari “canese e “gattese” dell’etologo Roberto Marchesini: questo sì che potrebbe essere un bel dono natalizio! L’educazione dei bambini non avviene solo sui banchi di scuola o quando si insegna loro a dire grazie o prego. E’ qualcosa di più radicato e profondo, che richiede costanza e…sostanza. I media e il commercio possono offrici cose belle o brutte, ma il loro criterio è inaffidabile. Come educatori si deve avere la capacità di poter scegliere per il meglio. Perché quando è meglio per noi, è meglio per tutti. Anche per gli animali.
Francesca Fugazzi
Fonte: www.crueltyfreewebradio.org
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News Inserita da Daria Mazzali
Redazione Promiseland.it


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6 commenti su “Desensibilizzazione ed empatia…”

  • Annalisa Ruffo

    dice:

    La foto di questo articolo è una delle foto più belle che io abbia mai visto 🙂

  • Condivido in pieno questo articolo!
    Ho purtroppo visto il cartone animato “Piovono polpette”, con mio figlio, ma mai più! E per fortuna non è piaciuto nemmeno a lui. Non solo è diseducativo nel mostrare animali come cose, ma in alcune scene fa proprio “schifo” (perdonatemi il francesismo) ed è pessimo l’ideale antropocentrico e consumistico lanciato. Per tutto il cartone si ammucchia una montagna di rifiuti commestibili dietro la città, senza nemmeno un misero accenno allo spreco, alla fame nel mondo, nulla di nulla.
    Veramente il più brutto film mai visto…
    L’empatia va coltivata, diamoci da fare!
    🙂

  • alberto

    dice:

    il cartone animato potrebbe essere visto anche dal punto di vista diametralmente opposto . . l’avere tutto e troppo crea peggioramento della vita e disastri fino al collasso.

  • Rosaria

    dice:

    anche secondo me questa foto è tra le più belle mai viste. Mi ha cambiato l’umore, è una meraviglia.

  • Mattias

    dice:

    Foto da 10 e lode!!!!!!!!!!

  • Sergio

    dice:

    il controsenso esiste già quando si fanno vedere i cartono animati col paperotto e si da il pollo….senza poi arrivare a portare i figli allo zoo…e peggiò,
    educare i figli ad avere rispetto e sensibilità verso tutti è l arma vincente,
    del resto basta vedere un tg che trasuda violenza!!
    Ho osservato una cosa triste,un tempo quando passeggiavi con un cane cucciolo molte persone si fermavano ad accarezzarlo,ora molto meno….

I commenti sono chiusi.