Cosmesi: il 10% dei prodotti contiene allergeni non dichiarati. Come difendersi?

Uno studio condotto da una rete di laboratori specializzati coordinati dall'Edqm segnala che il 7,7% dei cosmetici non rispetta la normativa europea e non dichiara in etichetta la presenza di sostanze potenzialmente allergizzanti. Come fare, quindi, per scegliere dei prodotti cosmetici "amici della pelle"?

“Ho comprato questa crema biologica, naturale e certificata, andrà bene per la mia pelle sensibile e reattiva?”: questa è una delle domande che ricevo più frequentemente sul forum Biodizionario, dove da ormai 20 anni rispondiamo alle domande riguardanti la cosmesi eco-bio e molto altro. Grazie al nuovo Biodizionario cosmetico e alimentare è possibile analizzare in modo facile e veloce gli INCI dei prodotti cosmetici e farsi un’idea sul loro grado di eco compatibilità e dermo-compatibilità. Ma non sempre questo è garanzia di totale sicurezza, non è infrequente che un cosmetico 100% “biodizionaro approved” possa dare reazioni indesiderate sulla pelle, come arrossamenti e manifestazione allergiche.

Com’è possibile?

Una risposta arriva da uno studio condotto da una rete di laboratori specializzati coordinati dall’Edqm (direzione europea per la qualità dei medicinali e la salute), organo del Consiglio d’Europa. Dai test svolti tra il 2018 e il 2020 su 932 cosmetici – prodotti per la pelle, capelli, labbra, oltre che deodoranti e profumi – è emerso che il 7,7% non rispetta la legislazione europea perché le etichette non indicano i composti profumati allergenici presenti, oppure riportano dosi minori di queste sostanze. Inoltre i laboratori hanno scoperto che un altro il 3,1% dei cosmetici “senza profumo” contengono invece composti profumati.

Proprio per il loro alto potenziale allergenico, i profumi e le sostanze aromatiche sono sottoposti a una specifica legislatura che ne regolamenta la descrizione in etichetta: l’allegato III del Regolamento (CE) 1223/2009 prevede l’obbligo di indicazione in etichetta degli allergeni (26 sostanze) quando presenti a una concentrazione superiore allo 0,01% in prodotti a risciacquo e a una concentrazione superiore allo 0,001% in prodotti leave-on. Tra questi 26 allergeni sono contemplati anche il linalolo, l’alcool benzilico e il limonene, le tre sostanze frequentemente riscontrate in modo “illecito” nei cosmetici analizzati dallo studio e non menzionate in etichetta.

Questi dati sono estremamente allarmanti, oltre a rappresentare una vera e propria frode in commercio.

Allergeni non dichiarati in etichetta: come difendersi?

Il mio consiglio per chi ha una pelle reattiva, atopica e soffre di allergie è sempre quello di non essere troppo “avventurosi” nella cosmesi. Meglio utilizzare pochi prodotti fidati e tenersi alla larga dalle tentazioni dell’industria cosmetica. Un detergente, uno struccante, un tonico e una crema idratante sono più che sufficienti per una routine cosmetica completa. Sono da evitare prodotti con INCI eccessivamente lunghi anche se “bio” e a maggior ragione se contengono una moltitudine di principi attivi vegetali: le piante sono un’arma a doppio taglio, possono lenire alcune problematiche cutanee ma sono spesso responsabili di reazioni allergiche e sensibilizzazione cutanea.

I prodotti privi di profumo sono da preferire, ma come segnala l’Edqm, non sempre la dicitura “senza profumo” è garanzia dell’effettiva assenza di sostanze allergizzanti. La soluzione è affidarsi ad aziende che producono specificatamente prodotti per pelli sensibili e allergiche, che possano garantire una più attenta selezione di materie prime sicure.

In conclusione, il Biodizionario è un ottimo strumento per valutare l’INCI dei cosmetici, ma purtroppo non può offrire garanzie sufficienti per chi ha una pelle particolarmente sensibile o soffre di allergie. La cosa migliore da fare è testare sempre i nuovi prodotti su una piccola superficie cutanea e attendere almeno 24 ore per valutare eventuali reazioni indesiderate. Prima di acquistare una crema viso è buona norma richiedere un campioncino che possa garantire almeno 3-4 applicazioni.

Voglio sottolineare che non è del tutto sbagliato riacquistare lo stesso prodotto più e più volte se ci si è trovati bene, è una diceria che i prodotti “smettano di funzionare” se li si utilizza continuativamente per molto tempo. Per alcune pelli particolarmente problematiche trovare il cosmetico giusto è un percorso che può durare anni tra tentativi, errori e pochi fortunati successi. Innamorarsi di un prodotto e non lasciarlo più è assolutamente lecito e aiuta ad evitare gli sprechi conseguenti all’acquisto di prodotti che non ci soddisfano o che ancora peggio risultano irritanti per la nostra cute.

Clicca sull’immagine per consultare il BioDizionario e analizzare l’INCI dei tuoi cosmetici:

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Sauro Martella
Fondatore VEGANOK

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