Cosmesi: 3 miti da sfatare su acido lattico, allume di potassio e Sodium Laureth Sulfate

Molte sono le notizie e le informazioni che circolano in rete e che possono risultare fuorvianti quando ci si approccia all'acquisto di un cosmetico. Sfatiamo tre dei miti più comuni con la Dott.ssa Erica Congiu, responsabile del portale BioDizionario.it e del marchio di garanzia BioDizionario Approved.

Il mercato della cosmesi si muove sempre più velocemente verso prodotti naturali ed eco-friendly. I consumatori lo sanno: meticolosi e informati, ricercano prodotti “veramente” naturali senza farsi ingannare da claim mainstream. Molte sono anche le notizie e le informazioni che circolano in rete e che possono risultare fuorvianti. Con il contributo della Dott.ssa Erica Congiu, responsabile del BioDizionario, abbiamo voluto sfatare alcuni dei “miti” più comuni sugli ingredienti cosmetici, leggende metropolitane molto diffuse sul web che però hanno poco o niente di fondato.

Inziamo con l’acido lattico: è vero che si tratta di un ingrediente sicuramente di origine animale?

No, non necessariamente: questo ingrediente – che ha la funzione di conservante, acidificante, aroma, tampone di pH e antibatterico non solo nei cosmetici ma anche in ambito alimentare – potrebbe effettivamente derivare dal latte, ma molto spesso è ricavato dalla fermentazione degli zuccheri da parte dei batteri. Di solito viene prodotto partendo dall’amido o dalla melassa, ma non è escluso che alcune aziende utilizzino il lattosio; dal momento che questa informazione non è riportata in etichetta, l’unico modo per sapere se l’acido lattico utilizzato abbia o meno a che fare con il latte è chiedere direttamente all’azienda produttrice. Per questo motivo il BioDizionario gli ha attribuito un semaforo giallo, come possibile prodotto non cruelty-free.

Sul web ci sono pareri contrastanti sull’allume di potassio: per alcuni è un deodorante efficacissimo, per altri un ingrediente potenzialmente pericoloso per l’organismo. Cosa può dirci a riguardo?

Questa affascinante pietra in cristallo ha un’effettiva capacità di bloccare la produzione di odori sgradevoli, ma questo è anche il motivo per cui se ne sconsiglia l’uso, perché il blocco della traspirazione interferisce con un’importante funzione fisiologica del nostro corpo. In più, come si può intuire dal nome, questo antitraspirante contiene alluminio, una sostanza tossica per il nostro organismo. Al suo posto consiglio di utilizzare l’economico (ed ecologico) bicarbonato di sodio, da applicare così com’è sulla pelle bagnata o da sciogliere in acqua e applicare con un contenitore dotato di spruzzino.

Per finire, parliamo del Sodium Laureth Sulfate (SLES), un ingrediente cosmetico catalogato spesso come cancerogeno: è davvero un rischio utilizzarlo?

Sicuramente siamo di fronte a una vera e propria bufala: sul forum del BioDizionario abbiamo più volte approfondito e chiarito la questione, sottolineando come questo ingrediente sia semplicemente un tensioattivo, ovvero una sostanza dal potere lavante. Vero è che, essendo effettivamente irritante per gli occhi, la pelle e lo stomaco è meglio optare per cosmetici che contengano tensioattivi più delicati come per esempio il Lauryl Glucoside o il Sodium Lauroyl Sarcosinate. Proprio e solo per questo, il giudizio del BioDizionario su questo ingrediente è un
semaforo giallo ed è gravissimo che molte aziende abbiano cavalcato l’onda delle fake news – riportando sulle confezioni la scritta “senza SLS  e SLES” – per spingere i consumatori poco informati all’acquisto.

Leggi anche:

Cosmetici solidi: è boom per detergenti e saponi “zero waste”, ma quali sono i loro vantaggi?

Scegli i prodotti certificati VEGANOK e sostieni così la libera informazione!


Solo con la partecipazione di tutti potremo fare la differenza per la salvaguardia del pianeta.

Scarica il nostro RAPPORTO DI IMPATTO ETICO 2021

Sauro Martella
Fondatore VEGANOK

Leggi altri articoli