Chi ha paura dei pipistrelli?

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Il pipistrello non è un uccello; e certa gente, chissà perché, pare umana e non lo è (Gianni Rodari). La parola Pipistrello deriva dal latino vespertilio, -onis «animale vespertino», da vesper che significa «sera». Sono mammiferi antichissimi: allattano i loro piccoli e la loro cute è ricoperta di pelo; anziché camminare e correre, volano, grazie […]

Il pipistrello non è un uccello; e certa gente, chissà perché, pare umana e non lo è (Gianni Rodari).
La parola Pipistrello deriva dal latino vespertilio, -onis «animale vespertino», da vesper che significa «sera». Sono mammiferi antichissimi: allattano i loro piccoli e la loro cute è ricoperta di pelo; anziché camminare e correre, volano, grazie a una speciale modificazione di mano e braccio trasformati in ala. Hanno occhi piccoli e vista limitata, ma il loro udito è molto sviluppato.
Queste sono le nozioni di base che ognuno di noi conosce o che può trovare aprendo una qualsiasi enciclopedia. Quello che invece ci racconta Maria Rabozzi, l’autrice del libro ” Chi ha paura dei pipistrelli” è la storia di un viaggio quasi fiabesco, all’interno di uno sconosciuto mondo dei pipistrelli.
Racconta di una storia vera, che intenerisce i cuori anche quelli delle persone più diffidenti (e superstiziose) nei confronti dei chirotteri. Ma non è solo una semplice storia: Maria in maniera confidenziale, quasi familiare, scambia con il lettore piccoli e grandi consigli pratici, su come imparare a conoscere più da vicino questi piccoli mammiferi; accompagna per mano il lettore, in giro per il mondo per fargli conoscere tutte le leggende che sono nate intorno a questi misteriosi animali compresa una preghieta: la preghiera del pipistrello!!!
Il libro è diviso in capitoli. Il primo, Due settimane con Pippi, racconta l’esperienza di Maria con un piccolo pipistrellino, un esserino fragile, bisognoso di cure particolari (ad esempio sapevate che vanno nutriti a testa in giú?!) e tanta pazienza, oltre che l’assistenza di validi esperti in chirotteri. Gli altri capitoli riguardano notizie, curiosità, superstizioni: una piccola antologia di favole e numerose simpatiche illustrazioni.
Una lettura interessante, ricca di spunti di riflessione e di….attivita’ e giochi divertenti non solo per bambini, per aguzzare l’ingegno, stimolare la fantasia e la manualità attraverso la realizzazione di una batbox, di segnalibri ed etichette per personalizzare quaderni, libri e qualsiasi altra cosa venga in mente.
Un libro da leggere tutto d’un fiato…e da sfogliare nel bel mezzo di giornate uggiose, per ricordarci di quanto Madre Natura sappia essere meravigliosamente ricca di sorprese.


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5 commenti su “Chi ha paura dei pipistrelli?”

  • Dovrò leggerlo, perchè ho una certa versione (amichevole s’intende!!) verso i pipistrelli. Insomma, tanto amore come tutti gli altri animali della terra, ma non l’i accarezzerei ecco…… Mi è capitato di vedere anche quelli giganti e sono delle creature davvero impressionanti! Nel senso positivo del termine!

  • Si, anche per me sono proprio carini… Fortunatamente non ho bisogno della batbox in quanto abitando in un ambiente immerso nella natura, diversi pipistrelli vivono da sempre qui insediati… E’ piacevole guardarli la sera svolazzare intorno alla casa e a volte ci passano anche molto vicino…
    🙂

  • monica cappellini

    dice:

    un po’ di tempo fa nel mugello un comune ha offerto delle casine di legno per pipistrelli, inmodo da risettare almeno in parte l’equilibrio.
    Trovo che sia stata una encomiabile iniziativa

  • Marina Foglietti

    dice:

    Anch’io ho una piccola storia tenerissima da raccontare. Quando ancora la mia casa non aveva le zanzariere e potevamo aprire le finestre soltanto la notte e al buio, un piccolo pipistrello – sbagliando strada – entrò per errore nella nostra camera da letto. Dapprima fummo un po’ spaventati ma poi i richiami e gli svolazzi della mamma intorno alla finestra per riprendersi il suo piccolino ci commossero e facemmo di tutto – sempre rimanendo al buio – perché il piccolo potesse trovare l’uscita. Quando questo accadde, dopo un breve volo in allontanamento di entrambe, la madre tornò indietro e, quasi a volerci ringraziare – così lo interpretammo e credo proprio che così fosse – fece un giro attorno alla nostra finestra con il verso consueto dei pipistrelli, prima di allontanarsi definitivamente.

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