Carceri Turche (ATTENZIONE Immagini violente)

Promiseland -

No. Non sono bruciati. E, tantomeno, non \”si sono\” bruciati. Li hanno bruciati. Li ha bruciati il regime turco, nell\’operazione denominata \”ritorno alla vita\” (!!) del 19 dicembre 2000 contro i detenuti in sciopero della fame che protestavano contro il trasferimento nelle celle di isolamento del nuovo sistema carcerario. Lo stesso regime che ora rifiuta […]

No. Non sono bruciati.
E, tantomeno, non \”si sono\” bruciati.
Li hanno bruciati.

Li ha bruciati il regime turco, nell\’operazione denominata \”ritorno alla vita\” (!!) del 19 dicembre 2000 contro i detenuti in sciopero della fame che protestavano contro il trasferimento nelle celle di isolamento del nuovo sistema carcerario.
Lo stesso regime che ora rifiuta ogni dialogo e trattativa con i detenuti che continuano lo sciopero della fame, con uno stillicidio di morti che sta continuano nella indifferenza generale: anche nell\’indiffernza dei cittadini e dei governanti di quella Europa in cui il regime turco si accinge ad entrare, con il suo fardello di orrore.

Le foto di quest\’articolo sono state diffuse da una delegazione belga che le ha accompagnate con un breve testo esplicativo, qui sotto tradotto, il quale dimostra che quanto si vede e\’ stato fatto direttamente dalla polizia e dai militari:

Queste sono orribili immagini difficili da guardare, ma noi le mostriamo poiche\’ la verita\’ deve essere conosciuta. Esse ci consentono di sapere qualcosa di piu\’ su cio\’ che realmente e\’ avvenuto nelle prigioni turche al momento dell\’attacco della polizia contro i prigionieri politici in sciopero della fame.

Fotografie che rivelano il vero volto dello Stato turco.

Infatti, queste fotografie testimoniano che i prigionieri non si sono dati fuoco – almeno non tutti – come invece hanno voluto far credere le autorita\’ turche. Queste ultime hanno affermato che 16 persone si sono date fuoco e si sono gettate verso i soldati.

Secondo la testimonianza raccolta dalla missione di investigazione di \”People\’s Rights Watch\” (2 avvocati, 2 dottori, 2 membri del parlamento belga), le dichiarazioni delle autorità turche non corrispondono affatto alla realtà.
Infatti, alcune persone (2 or 3 prigionieri, secondo due fonti indipendenti l\’una dall\’altra) hanno \”commesso suicidio\” col fuoco, poiche\’ preferivano morire piuttosto di essere trasferiti nelle celle d\’isolamento.
Ma i soldati turchi e la polizia turca hanno provocato la maggior parte delle morti.
La condizione dei cadaveri mostra infatti che i loro corpi hanno bruciato per molto tempo.
E cio\’ e\’ provocato da lanciafiamme, napalm o altri mezzi chimici, che devono essere stati usati dall\’esercito turco.

Quando le persone si danno fuoco, usano prodotti come alcohol, acqua di Colonia o nafta e muoiono in seguito alle ferite causate dal fuoco.
Ma non si rinvengono i loro corpi in uno stato cosi\’ carbonizzato come quelli nelle fotografie.
Corpi, che non pesano piu\’ di pochi chili…

Queste immagini sono state prese da un video fatto dai familiari.
Il Dottor Geert Van Moortele (membro della missione del Belgio) ha potuto vedere i corpi e conferma la vicenda.
Permetteteci di ricordare che, secondo la missione di investigazione:
Ci sono circa 12.000 prigionieri politici in Turchia.
Nelle prigioni turche la gente e\’ torturata quotidianamente.
30 persone sono morte durante l\’attacco. Ma 50 mancano ancora oggi.

Per ulteriori informazioni suggeriamo di visitare: www.coalit.org


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