Anno della Tigre

Promiseland -

Oggi, 14 Febbraio, in Cina, inizia l’anno cinese e vietnamita della Tigre; terminerà il 2 febbraio 2011 in cui inizierà quello del Coniglio. La Tigre è il terzo segno dei dodici segni cinesi e rappresenta essenzialmente il coraggio; rappresenta anche, la potenza, la passione, l’audacia e la tenacia. Nell’antichità, questo felino era venerato in Cina, […]

Oggi, 14 Febbraio, in Cina, inizia l’anno cinese e vietnamita della Tigre; terminerà il 2 febbraio 2011 in cui inizierà quello del Coniglio. La Tigre è il terzo segno dei dodici segni cinesi e rappresenta essenzialmente il coraggio; rappresenta anche, la potenza, la passione, l’audacia e la tenacia. Nell’antichità, questo felino era venerato in Cina, perché grazie al suo carattere ribelle e imprevedibile, imponeva il suo rispetto; i cinesi onoravano la valorosa tigre, perché essendo una lottatrice intrepida e ardente, scongiurava i tre più grandi pericoli che potevano minacciare una famiglia: il fuoco, i ladri e gli spettri. Il simbolo della Tigre è la sola immagine reale, insieme, ai miti del dragone e dell’unicorno, che i cinesi usano come insegna di Stato ed emblema dell’esercito.

Entro 30 anni, il simbolo di forza e coraggio rischierà di rimanere solamente un segno zodiacale. Questo è l’allarme lanciato dal WWF che si prepara a promuovere, in coincidenza con l’inizio dell’anno della Tigre, una campagna dedicata a questo glorioso felino.

Diane Walkington, responsabile del programma specie per il WWF nel Regno Unito, ha dichiarato che, essendo quest’anno, l’Anno Internazionale della Biodiversità proclamato dalle Nazioni Unite, è stata creata una lista di fondamentale importanza dei 10 animali in pericolo, che nel corso di questi 12 mesi dovranno essere particolarmente controllati. La tigre risulterebbe essere, al primo posto tra le dieci specie maggiormente a rischio; a condividere questo spiacevole primato ci sono il leopardo delle nevi, i panda giganti, i gorilla, gli orsi polari, gli elefanti, i rinoceronti, i lemuri, le foche monache, le balene e i capidogli, i bisonti europei e gli scimpanzé. La sopravvivenza del felino è importantissima, non solo per preservarlo dall’estinzione, ma anche perché, essendo il primo predatore della catena alimentare, si può considerare una specie chiave; costituisce un anello importante di una catena ecologica, la cui estinzione può produrre gravi danni all’ecosistema. Nelle regioni, dove è avvenuta l’estinzione di questo felino, la qualità e la varietà della flora e della fauna si è ridotta notevolmente e in modo preoccupante.

Il direttore per la tutela della biodiversità del WWF Cina, Zhu Chunquan, ha dichiarato che nel suo paese sono state contate 50 tigri allo stato brado e "se non saranno prese misure urgenti, c’è un alto rischio di assistere all’estinzione della tigre; nel nord-est della Cina rimangono 20 tigri siberiane, in Tibet 20 tigri del bengala e nel sud-ovest del Paese 10 tigri indocinesi". Per quanto riguarda la Cina Meridionale ha affermato che "non ci sono prove concrete dai tardi anni Settanta che ne siano rimasti esemplari viventi". Il ministro per l’Ambiente dell’India, Jairam Ramesh, ha affermato che "esistono 38 riserve per le tigri controllate dal Governo: 12 sono in buone condizioni e 9 in condizioni soddisfacenti. Nelle altre 17, invece, le tigri rischiano di sparire da un momento all’altro".
La tigre del bengala sopravvive in circa 1800 esemplari tra le 28 riserve dell’India, del Bangladesh e del Nepal, ma il previsto aumento di circa 28 cm. del livello dell’oceano potrebbe in futuro rubare terreno lungo la costa del Bangladesh spingendo gli esemplari abituati a vivere vicino al mare a retrocedere in zone più impervie e pericolose. Il governo nepalese celebrerà l’anno della tigre attuando il progetto di ampliamento del Parco nazionale Bardia, nel Terai, per favorire la salvaguardia e la protezione della biodiversità, tanto importanti per questa specie minacciata quanto per la sopravvivenza delle popolazioni locali.
La tigre siberiana o dell’amur, il felino più grande al mondo, conta circa 450 esemplari presenti soprattutto in Russia.
Solo 800 sono le tigri indocinesi che vivono tra la Thailandia e il Vietnam e non più di 400 le tigri di sumatra che sopravvivono allo stato selvatico. All’inizio del ventesimo secolo, la Tigre di Sumatra era molto diffusa e solo negli anni ottanta erano stimati circa 1000 esemplari. Purtroppo, l’habitat di queste tigri è continuamente minacciato, dalla crescita delle piantagioni delle palme da olio, dall’industria cartiera attiva nella zona con due compagnie internazionali e dal taglio illegale di legname, tutti prodotti destinati ai nostri mercati, che grazie all’elevata domanda, partecipano vivamente alla deforestazione di Sumatra e del Borneo ha spiegato Massimiliano Rocco, responsabile del programma specie del WWF Italia.

Per salvare la Tigre di Sumatra è arrivata una proposta shock dal governo di Giakarta. Con la somma di centomila dollari, un privato potrebbe accogliere uno splendido esemplare nel proprio giardino. Per le adozioni occorre avere preferibilmente un terreno di grandi dimensioni ma potrebb essere sufficiente anche uno spazio di almeno 60 metri quadrati. Didi Wiryanto, un consulente del ministero delle Foreste, ha spiegato che questa proposta si è sviluppata perché alcuni uomini d’affari, avevano intenzione di possedere questi prestigiosi animali. Come possiamo immaginare, l’idea delle autorità indonesiane, ha sollevato dubbi e perplessità tra le associazioni animaliste; quando la moda sarà passata o il calendario cinese lascierà il posto al prossimo animale cosa succederà? Probabilmente si vorranno liberare di un animale divenuto troppo ingombrante.Il portavoce di Greenpeace nel sud-est asiatico, Bustar Matair, ha ribadito che questo non è il modo migliore per salvaguardare questa specie. La soluzione migliore è quella di preservare le foreste, di salvaguardare le condizioni ambientali ovvero lottare contro la deforestazione selvaggia, che è la prima causa, ma non l’unica, della scomparsa delle tigri. A minacciare questi felini, infatti, oltre ai cambiamenti climatici e alla riduzione della superficie della foresta, c’è l’azione diretta dell’uomo; la caccia indiscriminata e il bracconaggio, per il commercio illegale di parti del loro corpo. Ogni parte del corpo di questo animale può essere usata a scopo medico o decorativo. L’ Anno della Tigre, potrebbe fare aumentare in maniera esponenziale gli episodi di bracconaggio. Denti, pelli, teste imbalsamate, monili ricavati da ossa e unghie, potrebbero essere venduti a prezzi elevati e interessanti per i venditori e sicuramente gli aguzzini che approfitteranno di questo evento, non mancheranno! Nonostante la Cina ha ufficialmente vietato l’uso delle parti del corpo di questo felino, per la preparazione di unguenti, balsami e farmaci usati nella medicina tradizionale cinese, questo divieto è totalmente inascoltato e le fonti non governative hanno dichiarato che "sarebbero circa 4.000 le tigri allevate in cattività in Cina". Se questa notizia, fosse fondata, bisogna sottolineare che gli esemplari in cattività già oggi superano per numero quelli che sopravvivono allo stato brado, stimati in 3.200. Purtroppo i nati in cattività non possono essere riportati in natura, per favorire il ripopolamento.

 La campagna che il WWF porterà avanti in questo anno dedicato alla protezione della biodiversità, avrà come obiettivo principale quello di garantire che il numero delle tigri presenti in natura resti stabile e si appellerà ai diversi governi che ospitano ancora questo splendido esemplare, affinché si impegnino ad incrementare le attività anti-bracconaggio e la protezione dell’habitat, con lo scopo di raddoppiare la presenza delle tigri entro il 2022.

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Fonte: http://www.wwf.it/client/render.aspx?content=0&root=693

Autore: Tamara Mastroiaco – Redazione di Promiseland

 

 


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