
La catena di supermercati a marchio Coop hanno dato la notizia che non venderanno più le uova di galline allevate in gabbia. Le uniche uova da questo momento messe in vendita nei supermercati di questo gruppo saranno allevate a terra o biologiche. (vedi qui)
Gli avicoltori si sono subito ribellati alla notizia dicendo che dovrebbe essere il consumatore a decidere quale merce comprare (vedi qui). Quello che sottovalutano probabilmente gli allevatori di galline è la mancanza di informazione sulle uova e a cosa corrispondano le varie diciture sulle confezioni.
Sicuramente dal punto di vista vegan poco cambia, in quanto le galline continueranno a soffrire e ad essere sfruttate nei capannoni industriali, e resterà comunque la dicitura “allevate a terra”. Escludere alla vendita uova di galline in gabbia, dovrebbe ridurne la produzione e quindi si spera meno galline costrette a vivere in condizioni assurde.
Quello che la gente non sa sulle galline purtroppo non permette loro di scegliere con libertà il prodotto. Credo, che se tutti sapessero che le galline allevate in “batteria” sono costrette a vivere in gabbie grandi come un foglio A4 e spesso almeno in quattro all’interno, viene loro tagliato il becco, sono per lo più implumi, costrette a mangiare calcio per rinforzare i gusci (con conseguenze disastrose per le loro ossa), vivono su grate solo per permettere alle deiezioni di fluire via e permettere più facilmente la pulizia, sono convinto nessuno le comprerebbe a dispetto di quanto affermato dagli avicoltori.

Per quanto concerne le galline “allevate a terra”, cambia poco. Questi volatili, infatti, vivono ammassati in dei capannoni industriali con luce artificiale giorno e notte per aumentare la produzione. Sono mutilate allo stesso modo di quelle in batteria, però almeno conservano un po’ più di mobilità.
Per quanto sia da escludersi la sostenibilità dell’allevamento di pollame a terra, le condizioni di vita sono almeno più vicine a quelle che farebbero all’aperto.
Ovviamente preferirei che le galline razzolassero libere per i campi, che i pulcini maschi (non interessanti al processo di ovulazione) potessero vivere oltre la schiusa delle uova, però al momento possiamo constatare che sempre più persone si rendono conto che l’allevamento industriale è insostenibile. Con l’augurio che anche la grande produzione cesserà di sfruttare totalmente gli animali, apprezziamo lo sforzo.

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Barbara Primo
dice:Bravo Mirko ben detto! Purtroppo non possiamo sognare che dall’oggi all’indomani milioni di persone che mangiano uova smettano di farlo per il benessere di bestioline delle quali non gli interessa niente… Ma questo é un ulteriore piccolo passo, vuol dire che qualcosa si sta muovendo, che le informazioni circolano, ed é anche un, seppur piccolo, miglioramento di vita per le galline… Anche se ovviamente preferirei che non ci fossero del tutto allevamenti del genere… ma preferisco vedere il bicchiere mezzo pieno. Essere in pace con se stessi e con gli altri é il miglior esempio che si possa dare!
Mirko Ciotta
dice:Grazie Barbara per il commento. Infatti, anche se mi ritengo contrario all’allevamento in ogni sua forma, una presa di posizione come questa, ci fa piacere, dato che aumenta la consapevolezza e si diffonde l’idea di un consumo più critico. 🙂
Maria Pia
dice:anche io non riesco a capacitarmi come ci siano consumatori che non si pongono minimamente il problema della provenienza delle uova (figurati dei metodi di allevamento!). Come voi, spero anche io che questa posizione della coop sia uno stimolo ad un consumo più consapevole, e che magari altre catene di distribuzione seguiranno l’esempio fino a far cambiare qualcosa anche negli stessi allevamenti!
c’è da dire che la coop è sempre stata pioniera nelle sue campagne, nelle scelte di mercato che promuove (spesso in qualche misura anche contro il mercato, basti pensare anche a quella dell’acqua), fra queste però purtroppo anche nella scelta di istituire un reparto con carne halal (ottenuta con terribili metodi di macellazione) nonostante le loro assicurazioni di semi-stordimento!
Mirko Ciotta
dice:Pienamente d’accordo con te Maria Pia sul fatto che ultimamente la coop si stia mostrando molto più rispettosa dell’ambiente e del benessere dei consumatori rispetto ad altre catene. Ovviamente spero che le altre catene e i piccoli supermercati e chiunque venda uova possa venderne di solo biologiche, nella speranza che si capisca che l’uso di uovo comunque non solo non è necessario ma cela dietro tanta cattiveria e violenza contro le galline. Purtroppo anche le uova biologiche portano in se l’uccisione dei pulcini maschi in quanto non utilizzabili per il processo produttivo. Un gallo i un pollaio basta, e le galline ovaiole non possono essere sfruttate per altri usi crudeli (come quelli carnei) in quanto sono magroline e ossute. Spero che passo dopo passo la gente riesca a venirne fuori da questo ciclo di sofferenza, e come ho concluso nell’articolo, diamo atto dello sforzo!
Mannu
dice:Complimenti per l’articolo Mirko. Mi sono permessa come spesso faccio con gli illuminanti artcoli di Promiseland, di condividerlo su fb attraverso la mia pagina. Ancora bravo.
Mirko Ciotta
dice:Ciao Mannu può fare solo piacere la massima diffusione! 🙂 Grazie mille!
maurizia burlando
dice:sono contenta per la scelta delle uova di galline non di batteria ma vorrei che la COOP non vendesse carne HALAL
Mirko Ciotta
dice:Spero che un giorno la Coop e gli altri non vendessero proprio la carne. Il metodo di uccisione può essere più o meno cruento ma resta Uccisione. Da notare al momento è il passo verso un consumo più consapevole, dando anche alle persone la possibilità di conoscere che esistono tipi diversi di crudeltà per produrre uova, e magari sapendo come vengono prodotte abbandonarne l’uso. Aver fatto una scelta di questo tipo ha sicuramente sollevato un coperchio molto grande.
Mattia Sgrignuoli
dice:Meglio di niente!
Mirko Ciotta
dice:🙂
Mattia
dice:Ottima notizia, un bel passo avanti.
Ho già scritto una mail alla Coop per complimentarmi, senza però tralasciare qualche altro commento sul fatto che questa scelta è un po’ ipocrita. 🙂
Mirko Ciotta
dice:Bravo è giusto dare la propria testimonianza!
Akentos
dice:L’ho condiviso anche io, troppa gente non comprende il dramma che si nasciedonde dietro le uova, mi chiedono spesso perchè non le mangi… da onnivora mangiavo solo quelle allevate a terra, però le mangiavo 🙁
Mirko Ciotta
dice:Tutti gli onnivori hanno causato e causano sofferenza animale. le galline andrebbero lasciate libere di vivere e le loro uova lasciate ai cicli naturali. Anche allevate a terra soffrono tantissimo, ma eliminare la massima tortura che è l’allevamento in batteria è un enorme passo!
Chicca66
dice:Io sono convinta che tante persone se sapessero realmente come vengono tenuti e allevati gli animali non ne consumerebbero, ma purtroppo la maggior parte delle persone preferisce non sapere e continua a contaminarsi con il consumo di proteine animali 🙁 Come la nonna vegan spero venga presto il giorno in cui si venga realmente informati delle porcherie che ci infilano nei piatti!
Mirko Ciotta
dice:Pienamente d’accordo! Il cammino è quello ognuno con i suoi tempi arriverà….
graziano
dice:In una recente mail ho ricevuto foto di galline allevate a terra in capannoni. Vivono in pessime condizioni fisiche come quelle in gabbia ma si possono muovere e quindi sfogano sulle altre la loro aggressività dovuta allo spazio scarso e troppo affollato.
Mirko Ciotta
dice:Esatto è proprio questo il problema delle diciture “allevate a terra”, stanno in condizioni pessime seppur migliori di quelle in batteria. Però tra il niente e qualcosina…
Cristina
dice:Per fortuna in Svizzera, dove vivo, sono molti anni che gli allevamenti in batteria sono vietati dalla legge!
Mirko Ciotta
dice:Beh si direi che è proprio una fortuna! Se si riuscisse a far capire quanto male fanno le uova, e il resto forse le cose cambieranno!
konni
dice:ottimo articolo, complimenti per il sito. konni
Rania
dice:ma quindi anche se sono a terra le tagliano il becco e ammazzano i maschietti? mi devo cercare qualcuno che abbiauna gallina…o devo comprarmene una solo che in terraza micala posso tenere
Akentos
dice:Non ti rimane che rinunciare anche alle uova 🙂
Lentijini
dice:A volte vi invidio profondamente per come riuscite ad essere ottimisti.
Sono sicura che escludere l’allevamento in gabbia sia un piccolo passo avanti per la situazione attuale. Ma a conti fatti è una falsa speranza. La gente non rinuncia alle uova. La produzione si sposterà soltanto. E la Coop ci farà bella figura fingendo di avere pietà per le galline. Ma le uova che si trovano nel supermercato non sono solo quelle nei contenitori da 6. Come la mettiamo con tutti gli altri prodotti dalle merendine alla pasta all’uovo? Quelle uova, per ragioni di costi, vengono sicuramente da allevmneti a batteria.
Non fraintendete, sono contenta di questo piccolo passo avanti, ma temo che possa essere più un modo per lavare la coscienza della gente e convincere le persone di essere ‘brave persone’, piuttosto che un vero tentativo di miglioramento.
Anche io avevo la speranza che bastasse spiegare e mostrare le condizioni di allevamento per sensibilizzare le persone. Ma non c’è sensibilità. O ce n’è troppo poca. E alla fine vincono i soldi, l’egoismo e la golosità.
Akentos
dice:Lentijini, sai da cosa nasce il mio piccolo ottimismo? Se sono riuscita io a rinunciare ad una alimentazione violenta, può farcela chiunque
frankie
dice:ciao a tutti, Akentos, hai perfettamente ragione, ma io penso che i vari “chiunque ” non VOGLIANO rinunciare ad una alimentazione violenta! e purtroppo la Coop con qs iniziative per me è un “Nì “, nel senso , benvenga un po’ di informazione ma poi appunto come diceva Lentijini , ecco la gente paga magari un centesimo in più x le uova e dice ” ahhhh ma sono allevate a terra eh???è bio , ehhh? ” pero’ appunto come diceva anche l’articolo le pratiche di allevamento sono per lo più le stesse, io dopo aver letto “why eating animals” ( non voglio far la toga cn il titolo in inglese , l’ho letto in italiano ma nn ricordo come era stato tradotto!!!), beh, dopo averlo letto ….era tipo appunto novembre dello scorso anno….ho deciso di fare la svolta vegan…ho letto cose davvero agghiaccianti sugli allevamenti di galline ovaiole delle quali non ero a conoscenza!
eppure cè chi dice che tanto farebbero le uova lo stesso, anche in libertà….ovvio, penso io, ma non per assicurare un consumo procapite di 4 uova a settimana ( e sto scarsa ) per tutta la popolazione del mondo “occidentalizzato” !
Renata
dice:Boh..l’altro giorno si stava parlando con un amico di alimentazione vegan o no (lui è onnivoro) e alla fine mi fà tutto convinto (e anche un pò sgomento)..ma se non mangi carne ti (testuale) ESTINGUI.
Mi è venuto in mente questo perchè l’inizio del discorso è stato che la sua ragazza è tranquilla perchè tanto lei le uova le compra alla coop e le sembra di fare già abbastanza così.
Per me quella della coop è una mossa per non perdersi i quattrini di chi è indirizzato verso un consumo consapevole e allora li imbonisce con gli allevamenti a terra di galline felici.
Insomma non vuole perdere clienti..infatti, nel mentre, apre anche macellerie islamiche..così si accaparra pure la clientela musulmana.
PS:
La ragazza del mio amico mi guarda pure dall’alto al basso con espressione del tipo : quanto sei cretina ad essere vegan e rinunciare alle uova!..basta fare come me e comprarle alla coop!
..al che io penso : e allora riempiti di colesterolo, che, per il tuo pressapochismo, non ti meriti altro.
Ambrosia
dice:Sarà pure un piccolo passo ipocrita, ma è cmq un piccolo passo avanti. E spero che molte persone si interroghino su questa scelta, in modo da poter conoscere la verità sugli allevamenti di galline.
La mia famiglia da anni compra le uova da una mia amica, che ha una grossa fattoria dove le galline scorrazzano liberamente felici (visto coi miei occhi) per campi e campi e fanno le uova secondo i loro ritmi naturali. Non tutti però hanno questa fortuna, x cui…almeno che possano acquistare (se proprio devono) le uova da allevamenti a terra.
frankie
dice:behhhh vabbehhh infatti mi sto estinguendo…lo vedo ! è estate inoltrata e la prova costume ancora mi fa paura aahhahahah
da un lato ti do ragione Ambrosia, è cmnq una presa di coscienza, e forse da qui un po’ la gente si interrogherà….speriamolo
d’altro canto, come dice Renata, la coop lo fa per interesse non dimentichiamo che non è ente di beneficenza, nonstante le buone pratiche che sta cercando di adottare.
è vero che non tutti possono trovare le uova nelle fattorie “felici ” , ed è vero che rinunciarvi puo’ essere difficile e puo’ spaventare, pero’ che so forse anche nelle grandi città tramite i GAS si trovano degli allevatori “buoni” ( ovviamente escludendo per un attimo il discorso vegan) e magari bisogna mettersi nell’ottica di mangiarne un po’ meno, perchè poi anche se hai le tue galline mica le fanno sempre no, le uova?
Barbara Primo
dice:Mmmmmmhhh… modalità dubitativa ON… da quando ho deciso di eliminare definitivamente certi alimenti (da relativamente poco tempo) e seguire uno stile di vita Vegan mi riesce difficile “escludere per un attimo il discorso Vegan”… così come mi riesce difficile capire il concetto di trovare “allevatori buoni”. Resta il fatto che il 50% dei pulcini maschi viene triturato nella filiera delle uova e che le galline femmine sono abbattute quando la loro resa cala: allevatore buono sì… magari anche bello e di animo “gentile” ma il profitto? Me lo vedo male un allevatore che accudisce galline improduttive per spirito di liberalità!
frankie
dice:io in effetti intendevo in una visione onnivora ( che non è più la mia anche se da poco) nel senso….se uno non si sente pronto a fare un passo così grande ( sempre vedendolo nella mentalità onnivora, io x ora non ne sto soffrendo, anzi) almeno che si interroghi e cerchi le soluzioni meno peggio per gli animali, e magari interrogandosi in questo senso poi si imbocchi la via giusta , magari in modo graduale… sono d’accordo con te che come non lo è la coop l’ente di beneficenza , non lo sono nemmenoi gli allevatori…ma forse forse qcuno cè …sono troppo ingenua a pensarlo vero???? ( e infatti me lo immaginavo anche belloccio devo dirti ahahah)
un po’ di tempo fa avevo pensato di lanciare la campagna adottare una gallina…. l’allevatore mi accudisce la mia ( le mie) galline come dico io e ovviamente pago perchè vivano fino a morte naturale, abbiano il loro prato x razzolare, non muoiano i pulcini maschi etc etc… sono sempre troppo ingenua immagino !!!! imparerò datemi tempo!
ad ogni modo posso dire che sto vivendo quasi senza uova da 8 mesi e io ADORO tutti i tipi di biscotti in commercio che ovviamente le contengono; ho eliminati e sto cercando di autoprodurre cn risultati quasi sempre graditi solo a me….
Barbara Primo
dice:Sì sì Frankie: avevo capito! Bella l’idea di adottare una gallina!!! Non sono l’unica sognatrice vedo! 🙂