A casa dagli alberi

Promiseland -

“Home from the sea. Home to the trees” (Via dal mare. A casa dagli alberi) Gli attivisti eroi della foresta tornano a casa: resoconto di Jeff Hansen. Alle ore 12:00 del 17 gennaio AWST (Australian Western Standard Time), Geoffrey Owen Tuxworth (47 anni) di Perth, Simon Peterffy (44 anni) di Bunbury e Glen Pendlebury (27 […]

“Home from the sea. Home to the trees” (Via dal mare. A casa dagli alberi)

Gli attivisti eroi della foresta tornano a casa: resoconto di Jeff Hansen.

Alle ore 12:00 del 17 gennaio AWST (Australian Western Standard Time), Geoffrey Owen Tuxworth (47 anni) di Perth, Simon Peterffy (44 anni) di Bunbury e Glen Pendlebury (27 anni) di Fremantle sono tornati ad Albany, in Australia Occidentale, a bordo della motovedetta della dogana Ocean Protector, dopo essere saliti sulla Shonan Maru N.2 nel tentativo di attirare l’attenzione e aiutare la Steve Irwin nella sua caccia alla nave fattoria giapponese (nave fattoria: nave a bordo della quale vengono macellate le balene uccise, n.d.t.), Nisshin Maru.

Simon Peterffy non ha potuto unirsi agli altri due uomini. Al suo arrivo è stato subito portato in prigione per multe in sospeso, seguite alla sua Campagna Forest Action per salvare le ultime foreste native dell’Australia Occidentale.

Simon Peterffy ha fatto parte del fronte ambientalista per molti anni, proteggendo le bellissime foreste native australiane, compreso l’ambiente naturale del cacatua nero beccocorto, animale a rischio di estinzione, il cui habitat è stato decimato ad un ritmo allarmante. Simon è un uomo con grande passione per la bellezza del nostro Pianeta e vuole assicurarsi che i suoi figli e tutti i nostri bambini possano vivere in un mondo con balene, oceani in salute e foreste incontaminate. Sta facendo più del dovuto per garantire un futuro a tutti noi su questo pianeta. Quest’uomo non avrebbe mai dovuto andare in prigione, dovrebbe essere un eroe nazionale per aver fatto ciò che i nostri governi avrebbero dovuto fare, proteggendo le grandi balene, gli oceani che ci danno la vita, e le nostre foreste native. Questo è ciò che predispone un vero futuro per i nostri figli, non certo fare felice qualche ricco partner commerciale come il Giappone.

Sea Shepherd e Forest Rescue hanno messo a punto un piano per aiutare Simon e liberare questo eco-guerriero.

Simon ha attraversato la porta del carcere ed è stato salutato con un abbraccio enorme e un bacio dalla sua compagna Panda e si può dire che, anche se piuttosto dimagrito rispetto al solito per il suo sciopero della fame, era assolutamente contento di essere tornato ufficialmente a terra.

Simon ha dichiarato che quando lui ed i ragazzi sono saliti a bordo al largo della costa occidentale australiana, sono stati quasi colpiti da un enorme blocco di ghiaccio di un metro per un metro che era stato gettato su di loro dall’equipaggio della Shonan Maru N.2. Si pensava che con un budget di 28 milioni di dollari sarebbero stati in grado di utilizzare qualcosa di più sofisticato rispetto ad armi dell’era glaciale. Non hanno fatto resistenza ai giapponesi e sono stati portati immediatamente in una stanza comunicante, dove sono stati interrogati per circa 24 ore prima di essere autorizzati a sdraiarsi sul pavimento, con qualche coperta, per dormire un po’.

Sono stati poi trasferiti in una cabina di due metri per due con un letto singolo e un letto a castello, e due guardie sempre nella stanza. Sono stati chiusi nella cabina per sei giorni consecutivi, autorizzati solo ad andare in bagno, senza poter uscire all’esterno della nave. Gli hanno dato anche dei vestiti. In generale, Simon ha detto che sono stati trattati bene.

Simon ha anche sentito che i giapponesi sono rimasti molto colpiti dal modo in cui gli uomini di Forest Rescue si sono comportati, sempre calmi e rispettosi nei confronti dei loro carcerieri.

Quando ho chiesto se Simon e gli altri ragazzi sarebbero stai pronti a fare tutto di nuovo, hanno risposto “in un baleno”.

Il Governo australiano non ha ancora risposto a nessuna delle telefonate di Sea Shepherd e continua ad attaccarci sul costo per le tasche dei contribuenti del recupero di questi uomini coraggiosi che hanno fatto il lavoro che il Governo non ha fatto. Sea Shepherd ribadisce che l’11 gennaio 2012, nella persona di Jeff Hansen ha chiamato sia il Ministro per l’Ambiente, l’ufficio di Tony Burke, sia l’ufficio del Procuratore Generale, per offrire una soluzione a costo zero per i contribuenti australiani. La soluzione proposta era quella di permettere a Sea Shepherd di gestire il trasferimento. Inoltre, se il Governo australiano avesse agito quando gli uomini si trovavano ancora nella Zona Contigua al largo di Bunbury, Australia Occidentale, e non in acque internazionali, il costo dell’operazione sarebbe stato di gran lunga inferiore, dato che la motovedetta della dogana sarebbe stata più vicina in quel momento. Nessuno sembra avere avuto problemi per l’essere corsi in aiuto di una barca danneggiata mentre stava cercando di superare un qualche record nel giro del mondo, in quel caso non si era risparmiato sulla spesa. Qualcuno potrebbe pensare che difendere le magnifiche balene, che passano durante la migrazione davanti alle nostre coste e svolgono un ruolo vitale per la salute dei nostri oceani, sia una causa di gran lunga più importante.

Per mettere le cose in prospettiva, il Governo australiano ha speso milioni per il salvataggio di un navigatore britannico, Tony Bullimore, che stava tentando di stabilire un nuovo record mondiale mentre attraversava l’Oceano del Sud nel 2007.

Links:

Tony Bullimore spiega le vele

Questo marinaio incompetente è stato salvato, mentre tentava un record mondiale, al costo di 7 milioni di dollari ed il Governo australiano non si è lamentano nemmeno una volta del costo del salvataggio. Infatti, questo è ciò che l’Autorità per la Sicurezza Marittima Australiana (Australian Maritime Safety Authority) ha risposto:

La portavoce del Centro di Coordinamento per il Recupero dell’Autorità per la Sicurezza Marittima Australiana Tracey Higgins, ha dichiarato che le autorità erano sicure che il Sig. Bullimore fosse preparato al meglio per la sua ultima avventura.

“Ad ogni modo, che sia giusto o sbagliato, questa è la sua scelta”.

La Signora Higgins ha detto che le autorità non avrebbero esitato ad aiutare il signor Bullimore qualora lo avesse richiesto.

“Se c’è un problema, un incidente, o se si mette nei guai mentre si trova nella nostra zona di ricerca e soccorso, noi risponderemo, come faremmo con chiunque altro”, ha affermato.

Naturalmente il Sig. Bullimore non stava cercando di salvare cacatua in pericolo d’estinzione o balene. Non era australiano ed in quanto britannico ci saremmo aspettati che l’Australia avesse risparmiato per il suo salvataggio.

Il Sig. Bullimore ha venduto la sua storia per un milione di sterline e non ha ancora restituito nulla all’Australia. Al contrario, il Primo Ministro Gillard ha dichiarato che i difensori delle balene dovrebbero ripagare il Governo australiano per le spese del loro recupero, anche se Sea Shepherd aveva offerto un piano alternativo a costo zero per tale recupero.

Gli uomini di Forest Rescue Simon, Glen e Geoffrey sono rimasti piacevolmente colpiti da tutto il sostegno ricevuto, in particolare da Sea Shepherd, da Forest Rescue, dai Verdi attraverso il Senatore Bob Brown e da tutti i loro sostenitori che volevano la loro liberazione.

Sono molto felici di sapere che le loro azioni hanno fatto una significativa differenza per la difesa delle grandi balene nell’Operazione Divine Wind.

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