Vivisezione

La vivisezione (anche definita “sperimentazione animale” ) è una pratica inutile e crudele. Essa non ha alcuna giustificazione, nè utilità scientifica ed ha l’unico scopo di garantire legalmente chi la attua in quanto si trova nella condizione di dimostrare tutto e il contrario di tutto nelle cause civili e penali per i danni provocati da ogni genere di prodotto. Einstein, che era uno scienziato vero, diceva “Nessun fine è tanto nobile da giustificare metodi così indegni” e noi abbracciamo totalmente questo suo pensiero.

Cosa garantisce la certificazione VeganOK a tal proposito?
Un prodotto certificato VeganOK nei vari settori (alimentare, tessile, ecc) , garantisce innanzitutto che lo stesso non contenga parti o ingredienti di origine animale e per quanto riguarda la sperimentazione animale garantisce che da parte dell’azienda produttrice, nessun test sia stato effettuato o commissionato sia sul prodotto finito, che sui singoli ingredienti.

Settore farmaceutico
Non troverete mai la certificazione VeganOK su prodotti farmaceutici dove la sperimentazione animale è purtroppo obbligatoria per legge, ma potrete trovarla su prodotti di tipo erboristico, dove tale pratica non è obbligatoria ma senza una garanzia specifica potrebbe anche essere stata attuata.

Settore Cosmetico
Per quanto riguarda il settore cosmetico, acquistando un prodotto certificato VeganOK, avrete la garanzia che non contenga nessun ingrediente di origine animale. Sul fatto che il prodotto finito non sia testato su animali, fortunatamente è una cosa già vietata per legge, quindi qualsiasi rassicurazione ulteriore (i molteplici simboli di coniglietti che si vedono su molti prodotti) è superflua.
Per quanto riguarda invece il fatto che i singoli ingredienti non siano comunque stati testati in passato su animali, la triste realtà è che la legge obbliga questa procedura (con esclusione dei soli ingredienti di origine vegetale), quindi nessuna certificazione può garantire questo aspetto, nè VeganOK, nè altre certificazioni o liste di qualsiasi genere.

Cos’è crueltyfree?
Per quanto riguarda il settore della cosmesi, non esiste legalmente un’unica definizione di “cruelty-free” in quanto non esiste una precisa norma di legge europea obbligatoria a cui fare riferimento in questo senso (come invece esiste per la definizione di “bio” oppure “biologico”).
In realtà a rigor di logica, sarebbero definibili cruelty-free solo quei cosmetici che utilizzano ingredienti già esistenti prima del 1976 (quando sono diventati obbligatori i test su animali). Quindi in realtà è quasi impossibile che esistano aziende che secondo questo ragionamento possano definirsi completamente crueltyfree.
Esiste però un altro criterio meno restrittivo (e quindi più attuabile nella realtà) legato alla data di immissione sul mercato degli ingredienti utilizzati e comunemente definito “cut-off date” . In pratica un’azienda può dichiarare di non usare ingredienti messi in commercio dopo una certa data (una data che l’azienda può decidere a proprio piacere per rendere più attuabile e funzionale la scelta). Così facendo l’azienda in questione, non si renderà direttamente utilizzatrice di ingredienti testati su animali da quella data in poi. Tale scelta ha certamente una sua rilevanza, perchè pur non evitando che nuovi ingredienti vengano comunque testati su animali da altre aziende o in altri settori, c’è una evidente presa di posizione da parte dell’azienda che può contribuire ad una maggiore sensibilizzazione al problema sia verso chi immette nuove sostanze sul mercato, sia sui Paesi Europei che devono metter fine allo scempio della sperimentazione animale. E’ pur vero che così facendo, un’azienda si astiene dalla possibilità di utilizzare molecole di ultima generazione, spesso con caratteristiche ambientali ed ecologiche superiori, potenzialmente in grado di inquinare meno l’ambiente risparmiando quindi forme di vita acquatiche, ma questo aspetto dipenderà principalmente dalla capacità del formulatore di sopperire a tali mancanze e un buon formulatore potrà trovare soluzioni alternative. In pratica, si tratta di valutare quale strategia si ritiene più adatta e più applicabile ed ognuno dovrà fare le proprie scelte basandosi sulla conoscenza della situazione.

Certificazioni Cruelty Free
Attualmente viene definito internazionalmente ”Cruelty Free” il simbolo della Coalizione Europea Contro la Vivisezione (ECEAE) (www.eceae.org ), di cui LAV è membro italiano, oltre ad essere l’unico soggetto in Italia abilitato all’utilizzo del marchio (marchio che viene utilizzato dalla certificazione ICEA/LAV) che valorizza i prodotti e le aziende che rispondono ai requisiti richiesti dal suddetto  standard.  Il simbolo (l’unico quindi riconosciuto in tal senso a livello internazionale) è il coniglietto che salta con le due stelle. Esistono altri simboli di conigli in diverse versioni, ma nessuno di questi aderisce allo standard internazionale e non è chiaro a cosa facciano riferimento.

Perchè VeganOK non utilizza la cut- of date?
La scelta di VeganOK su questo argomento, è perfettamente allineata a tutte le altre certificazioni Vegan esistenti.  E’ bene infatti ricordare che  nessun’altra certificazione Vegan tiene in considerazione la cut- of date e il motivo è semplice. La cut- of date viene considerata una “strategia” e come tale, la si può condividere o meno, ma non sarebbe giusto inserirla come un obbligo  alle aziende Vegan. Il motivo per cui nessuna certificazione Vegan (e neanche VeganOK) la utilizza nei propri disciplinari, è che se la si ritiene una cosa positiva, è giusto cercare prodotti che abbiano quel marchio sulle loro confezioni, proprio come ognuno può valutare se preferire prodotti più ecologici (esistono apposite certificazioni in quel senso) o provenienti dal commercio equo e solidale (altre certificazioni si occupano di questo), ma sarebbe sbagliato o poco realista pensare ad una certificazione che si occupi di tutti questi argomenti sommandoli tra loro.
Noi, da sempre consideriamo positivamente il criterio della cut- of date  e tutt’ora siamo di questa opinione in quanto la riteniamo una strategia senz’altro utile a sensibilizzare le coscienze e quindi a formare un movimento di opinione avverso alla mostruosità della vivisezione, sia tra i consumatori, che tra i produttori di cosmetici e materie prime. Non è certo l’unica strategia esistente, ma ha una sua importanza innegabile che ne fa un elemento che il consumatore etico e consapevole deve tenere nella giusta considerazione. Inoltre si tratta di una strategia di facile applicabilità in quanto coinvolge direttamente il consumatore che può quindi decidere di agire in prima persona.

E l’ambiente?
Il problema degli ingredienti e dell’impatto che hanno sull’ambiente non è cosa da poco in quanto si riflettono praticamente in modo diretto sulle forme di vita acquatiche e non solo. Per questo motivo esistono strumenti gratuiti come il www.biodizionario.it che permettono di controllare l’ecologicità degli ingredienti (INCI) utilizzati, come pure certificazioni ecologiche specifiche per il settore cosmetico.

Quale sistema adottare?
Diciamo che una strada non esclude l’altra. Niente vieta di cercare cosmetici certificati Vegan (quindi che non contengano ingredienti di origine animale), che utilizzino ingredienti che abbiano passato il giudizio del BioDizionario e che seguano la strategia della “cut-off date”. E’ giusto che ognuno si regoli secondo la propria sensibilità e secondo le proprie possibilità. Ogni consumatore consapevole deve poter utilizzare TUTTI gli strumenti che ha a disposizione.

E se non voglio in nessun modo usare prodotti con ingredienti testati su animali?
Se ritenete di non voler in nessun modo utilizzare cosmetici che contengano ingredienti  che anche solo in passato siano stati testati su animali, non esiste una certificazione (nè VeganOK, nè altre) che possa aiutarvi in questa legittima scelta, ma vi invitiamo a riflettere sul fatto che una tale decisione non è certo produttiva nè aiuta ad un cambiamento in favore dei diritti degli animali.
Ma, comunque sia, in tal caso, potrete cercare di utilizzare cosmetici “freschi” con soli ingredienti vegetali (purtroppo di difficile reperimento e di breve conservazione), oppure potrete valutare la saggia abitudine di autoprodurre i propri cosmetici.
Potrete trovare ulteriori informazioni su come produrre autonomamente alcuni dei cosmetici base sul forum del sito: www.biodizionario.it o su molti forum dedicati a questo argomento.

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